Anghiari

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Anghiari è un comune italiano di 5.672 abitanti della provincia di Arezzo. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Paese Bandiera Arancione e Città Slow. Il 29 giugno 1440 la pianura antistante Anghiari fu teatro di una famosa battaglia, passata alla storia appunto come battaglia di Anghiari, tra i Fiorentini alleati della Santa Sede, da un lato, e i Milanesi dall’altro. Poche furono le vittime, ma la vittoria toscana ebbe come conseguenza la riduzione delle ambizioni territoriali lombarde. Leonardo da Vinci, su richiesta del governo fiorentino e in competizione con Michelangelo, iniziò una pittura murale raffigurante la battaglia al Salone dei Cinquecento di Firenze. Sfortunatamente, il processo di essiccazione innovativo testato da Leonardo ha distrutto buona parte dell’opera. Sono rimaste solo alcune copie dei cartoni originali, fra le quale una di Rubens – tuttora conservata al Museo del Louvre di Parigi. Durante la seconda guerra mondiale nella località di Renicci i fascisti eressero un campo di concentramento per civili provenienti dall’attuale ex Jugoslavia. Circa 160 delle oltre 500 persone internate nel campo morirono durante la prigionia.

Monumenti

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• Palazzo Pretorio
• Palazzo Marzocco
• Museo delle tradizioni popolari in Palazzo Taglieschi
• Museo delle memorie e del paesaggio nella terra di Anghiari
• Villa La Barbolana
• Antico Frantoio Ravagni, documentato dal 1421
• Fattoria La Scheggia, esempio di insediamento rurale dell’epoca granducale
• Statua di Giuseppe Garibaldi

Curiosità

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Anghiari ha dato i natali nel 1876 a Fausto Vagnetti, esponente della pittura italiana nel periodo tra XIX e XX secolo. La città di Anghiari è menzionata in una nota canzone di Ivan Graziani, che ad essa fu legato: Il prete di Anghiari. Nella piazza della città c’è una statua di Giuseppe Garibaldi che è l’unica nella quale Garibaldi, al posto di indicar Roma, indica Milano. Dal mese di novembre 1998 Anghiari è gemellata con la città di La Plata (Argentina), è diventato così l’unico Comune della Toscana ad essere gemellato con un Comune argentino. Di seguito è nato ad Anghiari il Fans Club italiano dell’Estudiantes de La Plata, “Agrupacion Enrique Guaita”. Dal 1996 è sede di Tovaglia a Quadri, evento di teatro povero e cucina riconosciuto dalla Regione Toscana, dove una comunità si racconta mentre gli spettatori partecipano ad una cena, apparecchiata con le celebri tovaglie a quadri dell’antica filatoria locale (Busatti). L’evento, ideato da Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini, è giunto alla sua diciassettesima edizione ed è citato in numerose pubblicazioni scientifiche, riviste e siti di teatro e spettacolo.

Sansepolcro

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(anticamente Borgo del Santo Sepolcro, da cui la forma vernacolare “Borgo”; erroneamente San Sepolcro o S. Sepolcro) è un comune di oltre 16.300 abitanti della provincia di Arezzo, in Toscana, al confine con Umbria, Marche ed Emilia-Romagna. È il centro più popoloso e capoluogo amministrativo della Valtiberina toscana. Libero comune toscano prima e poi culla di cultura rinascimentale ha dato i natali a famosi personaggi quali Piero della Francesca, Luca Pacioli, Cherubino Alberti e Matteo di Giovanni. Posto a nord est di Arezzo sulle rive del Tevere, all’estremo est della Toscana,, Sansepolcro svolge oggi il ruolo di luogo di riferimento e di integrazione culturale al crocevia di quattro regioni Toscana, Marche, Umbria ed Emilia-Romagna. A Sansepolcro hanno sede la compagnia dei Carabinieri, il commissariato di Pubblica Sicurezza, la brigata della Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, l’Ospedale, la sezione distaccata di tribunale, il giudice di pace e l’Agenzia delle Entrate con competenza sull’intero comprensorio.

Storia

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La fondazione del centro abitato viene fatta risalire al X secolo; secondo la tradizione locale fu opera di Arcano ed Egidio, due pellegrini di ritorno dalla terra santa che vi fondarono una comunità monastica. L’abbazia, dedicata al Santo Sepolcro e ai Santi Quattro Evangelisti, è documentata a partire dall’anno 1012, ed è detta sorgere in località Noceati. Le prime fonti storiche parlano di una abbazia benedettina, poi passata – tra 1137 e 1187 – alla congregazione camaldolese, nel territorio della Diocesi di Città di Castello. Attorno al monastero si sviluppò, successivamente, il nucleo del centro cittadino che raggiunse la fisionomia attuale agli inizi del XIV secolo. Un elemento propulsore dello sviluppo del centro abitato fu il privilegio di organizzare il mercato settimanale nel giorno di sabato e una fiera annuale all’inizio di settembre, concesso all’abate dall’imperatore Corrado II nel 1038.

Museo civico

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Il Museo Civico di Sansepolcro possiede alcune straordinarie opere di Piero della Francesca: oltre alle opere giovanili (come il Polittico della Misericordia) è presente un capolavoro della maturità come La Resurrezione, che di per sé varrebbe la visita alla città. Nel suo saggio del 1925 Along the Road, Aldous Huxley definì La Resurrezione “il miglior dipinto del mondo”, durante la seconda guerra mondiale queste parole tornarono in mente ad Anthony Clarke, comandante alleato di una batteria di artiglieria, che fermò il bombardamento in corso su Sansepolcro proprio per salvare il capolavoro. Accanto alle opere di Piero della Francesca figurano quelle, tra gli altri, di Matteo di Giovanni, Sinibaldo Ibi, Gerino da Pistoia, Raffaellino dal Colle, Pontormo (San Quintino), Santi di Tito, Giovanni de Vecchi, Remigio Cantagallina, Andrea Pozzo e Agostino Ciampelli. Da segnalare, inoltre, due terrecotte robbiane, l’esposizione del Tesoro della Cattedrale (oggetti e paramenti liturgici dei secoli XII-XVIII), la ricca raccolta di materiale scultorea, tra cui un notevole fregio del XIII secolo, e il gabinetto delle stampe, con rami e stampe di Cherubino Alberti, Raffello Schiaminossi e altri.

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